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Antica e illustre famiglia originaria della Toscana. Tale cognomizzazione, antichissima, dovrebbe derivare direttamente attraverso ipocoristici o modificazioni accrescitive, del nome medievale propiziatorio RICCUS-RICCA. I nomi “Ricchiuto” si trovano, soprattutto, ricordati in documenti, atti notarili e contratti acquisto di terre e case.
Sin da tempi remoti non si può dimenticare il primo avo un RICCHIUS-DE-CORVARIA ed UN-RICCHIUS-TABERNARIU.
Sono citati negli atti nell’archivio del comune di Siena.
“Dizionario storico blasonico vol.II. Autore G.B. di Crollanza. Edizione Forni (Bologna)”

RICCHIUTO

Una delle antiche famiglie nobili, patrizie e principesche. Alcuni cronisti attribuiscono ai R. un’antichità che riporta l’origine della stirpe Romana imperiale.
Una genealogia ricostruita approssimamente, ci riporta i documenti alla metà del sec. XIII. Con la distruzione del castello di Pontiniano (Chiancano), Arezzo e Siena; citato da Dante nella Divina Commedia.Fu distrutto dai fiorentini nel 1395: precisamente fra una lotta di diritti feudali e potere tra i Pisani e i Senesi. La famiglia R. apparteneva alla stirpe Guelfa.
Le fonti citano ROMUALDO già ricco, potente e influente a Ravenna, Padova, Pisa, Roma e Napoli. Il capostipide di questa famiglia, che divise con Jacopo I le signorie a Padova e Parma e acquistò la Signoria di S. Marino e di Rimini intorno al 1298 fino al 1535, talvolta la estese in varie dominazioni in gran parte del versante Adriatico, acquistando città minori e castelli; per breve tempo anche Palermo, Brescia, Parma, Bergamo, Roma, Napoli e la Puglia. Il nome di Ricchiuto è stato dato o sarebbe stato dato a un Riccobaldo da Siena Signore di Arezzo e Siena detto il Magnifico o Riccobaldo I vissuto intorno al 1225 ma già nel sec. X viveva un certo RICCHIUS I a Roma che per la sua caparbietà fu soprannominato RICCUS E ASTUTO in seguito trasformato al cognome attuale per ardiatezza nel tener testa alta a Papi e Imperatori.

FONTI
Dal più antico documento sappiamo che un R. nel 1136 acquistò da Ugo dei Boncompagni i beni di lui tra Antignano e li unì a quelli avidi del castello di S. Stefano a Chiussano e il castello di S.Pietro in Cerro (Perugia) nel 1197. Un Giacomo I, figlio di Riccobaldo I con il nipote di Romualdo I giurò fedeltà ai signori di Rimini: ai Malatesta e nel 1216 essi appaiono da documenti entrambi citati fra i cittadini nobili di Rimini Rodolfo I proclamato DUX, senior-et dominus Signore di Antignano a Perugia Consignore di San Michele (Cuneo). Acquistò per se il Ducato e il Principato di S.Marino il figlio minore di Romualdo I.
Giacomo si fece proclamare con il nome di Romualdo II capo di generale dei Guelfi di Romagna.
Acquistò vasti possedimenti da Malatesta Sigismondo Pandolfo cedendo la Signoria di Senisgalia e il castello di Sogliano. Enrico I allargò il suo potere a Genova e Venezia. Allacciò amicizie con Ezzelino da Romano dove prese suo dominio dopo lo sterminio di quella casata (dei Romano).

Pittori a Firenze e la prima metà del 400

Maestro dell’osservanza – Anonimo pittore senese Ricchiuto Carlo-Maria vissuto 1432-1530 cui vuole lasciare anonimo il suo nome operoso nella prima metà del “400”, contemporaneo del Sessetta con cui fino a un tempo molto recente la sua opera è andata confusa. A lui vengono attribuiti il trittico della chiesa senese dell’Osservanza (1436) il polittico di Ascanio (Natività della Vergine) posteriore, al Museo d’arte sacra di Asciano. L’arcaica Pietà con S. Sabaldo Collezione Sarristori di Siena. Storie di S. Antonio datali forse tra il 1429 e il 1432.
La Crocifissione e storie dei Ss. Ambrogio e Girolamo (Siena Pinacoteca predella del trettico dell’Osservanza) S.Giorgio e il S.Girolamo nella Pinacoteca di Siena.
S.Giorgio e il Drago (Siena Archivio di Stato).

FONTI
Una delle più antiche famiglie illustri di Siena. Questa famiglia Antica, nobile, patrizia, signorile, feudale, ducale, principesca sec.XV ebbe più volte la costante partecipazione alle più alte cariche di magistratura e quelle pubbliche e per la continuata elevazione nel rango nobiliare, fino a raggiungere il grado più onorifico, in quanto per aver saputo in tempi particolarmente assai difficili, reagire innalzarsi in possedimenti e vaste ricchezze e avere cercato nell’industria, nel commercio della lana e della seta valorosi artisti orafi e ceramisti studiosi d’arte, scrittori, pittori, scultori e architetti, tappezzieri e commercianti acquistarono potenza e ricchezza nel commercio del vino e olio e nell’arte orafa oltre alla stoffa e indumenti preziosi lavorando per i vestiti papali e cardinalizi e anche a Imperatori e Re. La famiglia che si vuole originaria di Siena possedette il Principato di Sciare e di Casalreale il Ducato di Villarosa il Marchesato di S.Giovanni di Lesegno, Mincuzzo, Labaite (Pisa), Castelfalcione (Bari). Conte di Cerfalco (Arezzo e Siena) e patriziato e il Baronato di S.Elia.
Dott. Francesco Ricchiuto, con il privilegio del 22 Giugno 1636 ottenne il titolo di Duca di Villarosa e con il privilegio del 22 ottobre 1644 quello di nobile patrizio di Arezzo e Siena e con l’altro del 5 aprile 1645, quello di Signore di Antignano (Perugia) fu investito con il titolo di Duca di Villarosa il 13 settembre 1516 riconfermato il 26 marzo 1517, con il predicato di Don. Nobile Cavaliere paladino m.p.r.

Dott. Antonio Ricchiuto Giudice pretorio di Arezzo e anche a Palermo e Napoli negli anni 1677-1678, 1692-1693, Giudice della grande Corte civile e del regno nel 1683 e quella criminale nel 1693. Pietro Ricchiuto acquistò il Marchesato di Cimaglia e di Bonfornello e di San Giovanni il quale ebbe l’investitura il 20 Agosto 1685; la Baronia di S.Elia e di Gualtieri (Foggia) che lasciò al nipote con il titolo di Duchi di Grottoletto e Castelluzzo e di S.Stefano che ne fu investito il 7 settembre 1709. Giovanni fu pure Barone di Gualtieri e Duca di S.Stefano con il privilegio dato a Madrid il 19 novembre 1708 esecuriato a Messina il 18 Dicembre 1715. Morì senza figli. Francesco Maria Ricchiuto ottenne l’11 ottobre 1709 il titolo di Principi di Casalreale e di Sciara e di Precacori a Napoli.
Antonio fu iscritto nell’ordine di cavaliere di Malta a Napoli. Cavalieri di S.Gennaro SS. Maurizio e S.Lazzaro. Fu Senatore e Generale deputato in Messina e Siracusa. Nel 1743 ottenne da Felice Ricchiuto Arcivescovo di Mazzara vasti possedimenti: i castelli di Trapani, Naro, Messina e Sircusa. Fu vescovo di Palermo e di Arezzo nel 1777. Fu Deputato del Regno del Tribunale della Regia Monarchia, Abate di S.Pietro e di S. Luca il 27 Agosto 1757 concesso il titolo di Duca di S.Pietro-Duca di Belfiore e principe di Savignano. Ultimo Principe Gaspare Ricchiuto fu cavaliere dell’ordine di Malta: Rettore dell’opera a Pisa; Governatore del Monte di Pietà a Palermo nel 1796-1797; acquistò il principato di Marano-Sorrento, Caserta e Benevento. Fu investito il 27 agosto 1757 dal Re delle due Sicilie. Deputato del Regno nel 1799 il titolo di Princeps-Romanus nel medesimo anno. Senatore a Pisa e a Palermo 1796-1799 – 1811-1860 autore pregevole, valoroso scrittore. Altri documenti sono stati trovati su questa famiglia nell’istanza presentata nel 1305 da Ser Riccobaldo-Ricchiuto da Siena Notaio figlio di Antonio e Giulio meglio conosciuto Giuliano da Firenze che nel 1436 creò il Reliquario in oro che conserva la lingua di San Antonio da Padova. Orafo, architetto e scrittore, scultore della Cappella delle Relique o del tesoro (vedi Padova Basilica del Santo). Meglio conosciuto come Giuliano Da Firenze.

Pietro e Domenico furono podestà di Arezzo iscritti al Gonfalone di Arezzo e Siena sotto casa Sforza e poi per casa De Medici furono decorati dall’imperatore Massimiliano da vari titoli investite dalla Podestà di Cerea-Menabassa e diritti pontifici.
DM_12-3-1432 RRLLL Regio Granducale Gebriello De-Ricchiuli (diploma).
Notaio a Catania merita di essere ricordato di essere stato il Ricchiuli o Ricchiuto-matricolato della seta e di aver comprato un Banco a Firenze e Roma e di aver fatto inalzare a sue spese e fatto costruire una cappella Gentilizia nella Basilica di S.Maria Novella e di aver contribuito alla costruzione della bibblioteca Laurenziana o Medicea. Da lui nacque Ricchiuto Ugo che fu priore di Prato e di San Gimignano. Luigi Ricchiuti divise il Ramo quando Mario Ricchiuto, console dell’arte della lana nel 1522 ebbe come sorella Maria Ricchiuto, dette la nascita a un altro cognome “Laricchiuta” ove non si riportano nessun documento delle due famiglie.

Mario Ricchiuto Confalonato di Firenze, Arezzo, Siena nel 1523. Tommaso Ricchiuto iscritto, matricolato della seta nel 1507 e della lana 1520 fece innalzare a sue spese l’altare di famiglia. Vi lavorarono Adolfo di Cambio, Rosso fiorentino, Giuliano da Firenze (Giulio Ricchiuto) Beato Angelico.
Chiese di S.Maria Novella Navata Destra Dotandola di Pitture e Arredi Sacri e numerosi furono Cardinali e Vascovi.

Lucio Ricchiuto Console dell’arte della seta e della lana 1487 Gonfalone di Giustizia nel 1521. Capitano di Arezzo, Grosseto nel 1523. Signore della Zecca di Calìmala come i Ginori fondò il suo Banco. Si fece coniare la sua immagine nei fiorini d’oro del 1515-1520.

Vescovo Agostino Ricchiuto nel 1525, Cardinale Carlo Maria Ricchiuto creato da S.PioV a Roma, Cardinale Mariano Ricchiuto, Cardinale Giulio Ricchiuto, Cardinale Giuseppe Ricchiuto, Cardinale Antonio Ricchiuto, Cardinale Bernardino Ricchiuto, Cardinale Ambrogio Ricchiuto e Federico Ricchiuto, Cardinale Francesco Ricchiuto, Cardinale Francesco Ricchiuto Arcivescovo di Siponto (Foggia) e Cardinale Fracesco Ricchiuto nel 1940. Vescovo Giuseppe Maria Ricchiuto creato Cardinale da Innocenzo X a Roma.

Pietro fu autore di una linea della quale non si ha notizie oltre il sec.XV. Notar Ser Cesare Ricchiuto figlio di Notar Ser Pietro nipote di Ser Carlo e Gino. Carlo Ricchiuto fu il primo della famiglia a risiedere a Firenze tra i priori nel 1347 fu podestà di Arezzo e Pisa. Cesare Ricchiuto Gonfaloniere di Giustizia nel 1525-1530 vinse nella Battaglia di Montaperti capitano di Vascello nella Battaglia di Levanto. Luigi e Antonio capitani a Pisa, Venezia, Genova nel 1523-1540. Enrico e Cesare furono Generali riconosciuti e investiti Vicerè di Galizia in Spagna e furono uno dei 8 di Guardie e Balià provvidero alla costruzione di vari castelli e Palazzi e Ville. Furono iscritti nel Bollettino ufficiale della nobiltà italiana 1922. Nobili Patrizi cavalieri e Signori mpr.
Patrizi di Arezzo. Nobili dei Duchi di Villarosa mpr. Nobili dei Principi di Casalreale e Castelforte e Roccapalumba Nobili dei Duchi di Roccavecchia o Torrevecchia i discendenti Antonio, Carlo, Pietro, Francesco. Libro D’oro della nobiltà italiana 1922. Elenco Ufficiale della Nobiltà italiana 1922. Vocabolario Araldico Ufficiale Antonio Manno. Dizionario Storico Blasonico di Giovanni Battista di Crolalanza Edizione Forni Memorie dele famiglie Nobili delle provincie Meridionali autore Vincenzo Massilla Edizione Forni volume II.
Fonte il Nobiliario di Sicilia. Mango di Casalgerardo.
Elenco delle famiglie nobili Siciliane Antonino Manno.
Sicilia Nobile Marchese di Villabianca pag.125.

Ricchiuto

Antica famiglia nobile, patrizia, signorile di Taranto si trasferì a Sava intorno al secolo XV. Partecipò alla costruzione del palazzo comunale di questo edificio a Sava lasciando le sue fonti storiche, araldiche. Furono fregiati, investiti con la corona Ducale di Sava, Bitritto e Bitonto. Costruirono a Mottola il Castello e furono ancora investiti del titolo di Gran Duca di S.Basilio e del Ganducato di S.Giorgio Ionico. Allacciarono parentele matrimoniali con i Principi Imperiali di Martina Franca, con i Pappacoda Principi di Manduria. I Principi Muscettola di Leporano e i Cicinelli Principi di Cursi e i Gallone. Principi di Tutino e i Caracciolo-Rossi Del Barbazale. Furono i Principi di Carovigno e Giovinazzo. Acquistarono a Lecce i feudi di Diso, Tuglie, Carmiano, Salve, Guagnano. A Lecce ebbero parentele con l’illustre casata Dei Vernazza-Castromediano. I Ricchiuto furono anche investiti Granduchi di S.Giorgio Principi di Monteparano e Montemesola; in seguito Principi di Castelforte e Roccapalumba, Sannicandro, Sammichele di Puglia (Bari). Altre parantele i D’Ayala: baroni. Signori del Castello di Carosino. I Sisto: Duchi di Ceglie. I Sanseverino Principi di Salerno. I Denti: Duchi di Piraino.
I principi Aliate Pietrasanta, i Capece Minutolo di Zurlo e i Coppola Principi di Bisignano; da ricordare a Manduria il Canonico Giuseppe Ricchiuto vissuto sec. XVII. Eroe del Risorgimento Generale Giuseppe Ricchiuto. Ministro di Gustizia figlio di Francesco e di Caterina Biasco Giudice dei Principi di Cellammare (Bari) morto zona Scarpari Grottaglie vedi Libro. Nicola Vacca Edizione Gongedo 1970 Archivio Storico-Pugliese. Notaio Giuseppe Ricchiuto vissuto sec. XVII a Modugno (Bari). Monsignore Niccolò Maria Ricchiuto a Grottaglie.

3 Comments Showing 50 most recent
  1. massimo ricchiuto

    HO LETTO CON MOLTO INTERESSE LA RICERCA SUL COGNOME RICCHIUTO, MA ALCUNI COLLEGAMENTI CON LE FAMIGLIE INSERITE NON RIESCO A TROVARE DEI SEGUITI, ANCHE SE COGNOMI REALI E ESISTENTI , MI PIACEREBBE CONOSCERE IL SUO PENSIERO. SALUTI

  2. massimo ricchiuto

    GENT,MI HO SEGUITO CON INTERESSE L’ULTIMO LAVORO INDUBBIAMENTE QUEL CHE VIENE DETTO IN UN CERTO QUAL MODO E’ IL SUNTO DELLA VITA E DEL VIVERE E DELLE RAGIONI DI ESSERE E NON POSSONO ESSERE COMMENTATE SE NON ACCETTATE, GRAZIE.

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