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Con un rigoroso metodo di consultazione delle fonti e dei documenti avvalorando ormai una consolidata procedura d’indagine storiografica che si differenzia notevolmente dalle narrazioni agiografiche e incensatorie dei tradizionali racconti storici.
Archivi, scritture, registri, relazioni, regestri, relevi, sono i materiali su cui lavora uno storico serio, per ricondurre alla conoscenza non tanto per le nostalgie del passato, ma quanto sia importante il significato delle nostre radici.
Oggi si sente la necessità di scavare nel passato, scoprire origini della propria famiglia per trovare documenti dei propri antenati, spesso si riesce difficile ricostruire la propria storia con le sole memorie dei nostri nonni. Addentrarsi nella ricerca d’archivio, andando lontano dei tempi e consultare registri coperti di polvere accumulatasi per secoli e dalla grafia dei nostri sacerdoti non sempre chiaramente leggibile. Nell’1800 con l’editto napoleonico hanno inizio a partire dal 1809 l’istituzione delle anagrafe e lo stato civile, quindi negli archivi storici, nei nostri Registri comunali, per avere notizie precedenti si devono consultare quelli ecclesiastici che, se sono stati conservati con cura possono risalire al 1565, anno della chiusura del Concilio.
Tridentino che obbligò ai parrochi di prendersi cura dei documenti anagrafici. Andare a ritroso nel tempo per ritrovare l’alba del proprio cognome molte volte modificato, è a volte impossibile, seguire e rintracciare in maniera completa.
Indagare sul passato della propria famiglia serve per ricostruire il proprio albero genealogico  a fornirci notizie su fatti ed avvenimenti e informazioni storiche locali sul suo stato socio-culturale.
Nella ricerca effettuata per ricostruire la genealogia di questa illustre casata. Una elencazione di nomi e date nel fare ciò sono venuti alla luce documenti che hanno fornito notizie economiche, civiche feudali, amministrative, religiose che mi è sembrato utile offrire ai lettori “informazioni utili”.
La grafia dei documenti non sempre chiara e leggibile, le abbreviazioni, tanto nei documenti ecclesiastici quanto in quelli materiali che andavano interpretati. I registri sovente bucherellati dai tarli che vietavano una lettura chiara. L’inchiostro a volte cancellato dell’umidità, che ha colpito alcuni volumi. Il motivo come si può bene immaginare era indubbiamente interessante. Così nel 1610 ha inizio questo percorso, l’intento di rivisitare configurando quel percorso storico demografico a quello di uno sviluppo feudale più evoluto. Attraverso i documenti notarili ecclesiastici civili presenti negli archi parrocchiali del comune di Lecce, e vari, nella quale viene ricostruita la storia.

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